Il 28 Novembre è approdata alla Camera la Nuova Legge di Bilancio, ma cosa cambia davvero per le Famiglie con dei figli? Tutte le misure previste a sostegno delle Madri e delle Donne.
Ecco cosa aspettarti da questo articolo:
- Nuova Legge di Bilancio 2023
- Ecco cosa aspettarti da questo articolo:
- Bonus Famiglia: Tutte le Novità
- Queste misure sono realmente un sostegno a donne, madri e famiglie?
- Donne Povere Buone e Povere Cattive
- Voucher Lavoro
- Novità Pensioni
Bonus Famiglia: Tutte le Novità
Assegno Unico.
All’articolo 65 del Tomo II è prevista la riforma dell’assegno unico universale precedentemente introdotto a dicembre 2021 dal Governo Draghi in sostituzione agli Assegni Famigliari. Una misura a favore delle Famiglie con figli a carico fino al ventunesimo anno di età. Ma cosa cambia con la nuova manovra prevista a partire da Gennaio 2023?
Fino al primo anno di vita del bambino l’assegno unico sarà maggiorato del 50% così come per le famiglie composte da almeno 3 figli che percepiranno lo stesso incremento fino al terzo anno di età. Diventa strutturale la maggiorazione prevista nel 2022 per i figli disabili fino ai 21 anni.
La proposta è stata avanzata dalla Ministra della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità: Eugenia Maria Roccella la quale ha espresso diffidenza sull’attuale indicatore Isee e ha suggerito l’introduzione del quoziente famigliare – un rapporto tra il reddito e il numero di componenti del nucleo con una tassazione su “quote”- già preventivato per il recupero edilizio delle abitazioni unifamiliari. In sostanza una famiglia di Brangelini nostrani con 6 figli potrebbe essere considerata “”più povera” rispetto ad una famiglia di ceto medio con un solo figlio a carico. Questo nuovo indicatore non è però una novità nella Comunità Europea e viene già utilizzato da anni in Francia. Per ora però sembra che la situazione sugli indicatori reddituali rimanga stabile, ma il nuovo Governo ha già presentato la volontà di riparlarne il prima possibile.
Congedi Parentali.
I congedi parentali obbligatori che prevedono 5 mesi per la madre e 10 giorni per il padre rimangono invariati, mentre viene introdotto un mese in più di congedo facoltativo per le madri da fruire entro il sesto anno del bambino e sarà remunerato all’80% anziché al 30.
Taglio Iva sui prodotti per l’igiene femminile e per prima infanzia.
L’iva sugli assorbenti femminili sarà ridotta al 5% come anche quella sui prodotti per neonati e bebè come biberon, pannolini e omogenizzati.
Bonus Nido e assistenza alla propria abitazione.
Seppur sparito dal testo della manovra sembra confermato il bonus nido e quello di assistenza alla propria abitazione per i figli che, dopo aver ottenuto un certificato attestante una patologia cronica da parte del pediatra, possono ricevere un contributo a forma di supporto in alternativa al nido.
Carta Risparmio Spesa.
Con la Manovra 2023 viene anche istituito un fondo di 500 milioni di euro in gestione ai Comuni per aiutare le famiglie con redditi isee pari o inferiori ai 15.000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità.
Non perderti nemmeno un articolo, rimani aggiornata.
Queste misure sono realmente un sostegno a donne, madri e famiglie?
Parrebbe proprio di sì dato l’incremento dell’assegno unico per le famiglie con figli piccoli o per quelle più numerose e la detassazione dei prodotti.
Negli articoli precedenti abbiamo però fatto una carrellata su vere piaghe sociali che affliggono il comparto femminile come l’alto livello di Disoccupazione, il Gender Pay Gap e il Carico dei Lavori di Cura. Per saperne di più Leggi Qui.
Sarà davvero sufficiente quel mese in più di maternità facoltativa pagata all’80% per supportare le madri nei lavori di cura dei figli?
Ecco perché questa manovra di Governo sembra prefiggersi l’obiettivo di dividere le donne tra povere “buone” e povere “cattive”.
La prima categoria è riservata alla madri, specialmente a quelle con più di due figli, meglio se sono piccoli. Se poi le stesse hanno scelto involontariamente (amo gli ossimori) un part time o addirittura hanno perso il lavoro poco importa, verremo salvate tutte dall’assegno unico.
Poi ci sono le “Povere Cattive” cioè coloro che non sono madri o lo sono al massimo di un paio di figli e che comunque vivono il lavoro in situazioni di precarietà perché “si sa mai che poi mi fai un figlio” o quando non ne puoi fare più “sei troppo vecchia”, ma niente paura neanche per voi ragazze: i vostri salvatori saranno rispettivamente i Voucher e la rivisitazione di “Opzione Donna”.
La nuova manovra introduce nuovamente i voucher – aboliti nel 2017 con il DL Gentiloni convertito poi in legge nell’aprile dello stesso anno – con alcune modifiche rispetto ai vecchi buoni lavoro cartacei. Cosa cambia?
- Le Categorie. I Voucher potranno essere utilizzati solo per prestazioni di lavoro occasionale o stagionale nei settori agricoli, alberghieri, della ristorazione e nei lavori di cura alla persona (mediante il Libretto di Famiglia).
- Le soglie. Potranno utilizzare i Voucher da lavoro tutte le aziende che hanno almeno 10 dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato (precedentemente erano 5), ad eccezione delle strutture alberghiere per le quali non vige lo stesso limite.
- Gli importi. I Buoni Lavoro furono introdotti nel 2003 con la legge Biagi, ma trovarono applicazione a partire dal 2008 con un limite massimo annuo per utilizzatore di 7.000 euro, sceso poi a 5.000 con il Decreto Dignità. Con la nuova manovra la soglia massima è stata fissata a 10.000 euro.


Lascia un commento